A Perugia un evento per dire no alla violenza economica
Giovedì 12 giugno 2025 – ore 17.30 | Centro socio-culturale Pila (Str. Castel del Piano – Pila, 7c, 06132 Castel del Piano (PG))
ADOC Umbria organizza un pomeriggio di confronto su un tema ancora poco visibile ma molto diffuso: la violenza economica. Un’occasione per riconoscerla, prevenirla e contrastarla, grazie agli interventi di esperti, istituzioni e associazioni impegnate nella tutela dei diritti.
L’incontro sarà moderato da Silvia Angelici, giornalista de La Nazione.
Saluti istituzionali:
- Marina Conti – Presidente ADOC Umbria
- Maurizio Molinari – Segretario Generale UIL Umbria
- Giulia Valentini Albanelli – Presidente CPO UIL
- Cesare Carini – Consigliere comunale, Comune di Perugia
Interventi:
- Avv. Caterina Grechi – Presidente Centro Pari Opportunità Umbria
- Dott. Fausto Cardella – Presidente Fondazione Umbria Prevenzione Usura
- Dott.ssa Miriam Sartini – Direttrice Banca d’Italia, filiale di Perugia
- Avv. Maurita Lombardi – Presidente LIBERA…MENTE Donna
- Avv. Margherita Scalamogna – Consulente ADOC Umbria
🟣 Al termine, aperitivo offerto ai partecipanti.
La violenza economica è un fenomeno con diverse estrinsecazioni.
Si ha violenza economica ogni volta che il “capo famiglia” nega ai membri del suo nucleo familiare risorse economiche autonome, scoraggiando o addirittura impedendo scelte di studio, di vita, di rapporti sociali anche sentimentali, scoraggiando o impedendo di avere un lavoro, un’entrata finanziaria personale oppure vietando di utilizzare le proprie autonome risorse secondo la propria volontà o per esigenze personali.
Si tratta, quindi, di una violenza subdola, che colpisce non solo le donne, ma anche i figli del maltrattante.
Ma attenzione: è sbagliato ritenere che questo tipo di violenza riguarda solo le famiglie con redditi bassi. Costituisce violenza economica anche pretendere sottoscrizioni di documenti, senza fornire spiegazione alcuna, intestare società o beni celandone i rischi debitori, svolgere lavoro nell’azienda di famiglia senza ricevere corrispettivo.
La violenza economica è la forma di violenza più sottovalutata perché il vero problema è identificare il fenomeno. Se parliamo di violenza economica, una persona media non sa di cosa sto parlando. Quando, invece, iniziamo a citare una serie di comportamenti che configurano tale forma di violenza la situazione cambia e molte persone si ritrovano.
A questo proposito, anche l’ultimo rapporto Di.Re dell’anno 2024 conferma che di coloro che si rivolgono ai centri antiviolenza, quasi una donna su tre non ha alcun tipo di lavoro e quindi è a reddito zero.
Le denunce per violenza economica risultano contenute (33% secondo i dati D.i.Re), soprattutto perché manca una presa di coscienza concreta sulla gravità del problema
Diventa, quindi, essenziale lavorare perché si prenda coscienza del fenomeno. A tale fine è volta la nostra iniziativa, che si apre alla popolazione e che vuole avere una rilevante eco così che le donne, soprattutto quelle più giovani, possano decidere di porre in essere un cambio di passo.
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