Sapere da dove viene ciò che portiamo in tavola è diventato un bisogno centrale per i cittadini: diverse indagini mostrano che oltre il 90% dei consumatori italiani chiede etichette trasparenti sulla provenienza degli alimenti e considera l’origine uno dei criteri principali di scelta.
L’obbligo di indicare l’origine della materia prima su alcuni prodotti chiave, come pasta, riso, derivati del pomodoro, latte e prodotti a base di carne suina, rende più facile confrontare le offerte e difendere sia la propria salute sia il vero Made in Italy.
La proroga degli obblighi di origine fino al 31 dicembre 2026
Il Decreto 26 dicembre 2025 del Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste (MASAF), adottato insieme al Ministero delle Imprese e del Made in Italy e al Ministero della Salute, ha prorogato i regimi sperimentali sull’indicazione di origine in etichetta fino al 31 dicembre 2026.
Il provvedimento, pubblicato in Gazzetta Ufficiale - Serie Generale n.34 dell’11 febbraio 2026, conferma l’obbligo di riportare l’origine della materia prima per alcune filiere alimentari fondamentali, mantenendo un livello di trasparenza superiore agli standard minimi previsti dalla normativa europea sull’informazione ai consumatori.
Prodotti interessati dall’indicazione obbligatoria di origine
La proroga riguarda nello specifico questi alimenti:
- Riso: indicazione del Paese di coltivazione, lavorazione e confezionamento.
- Pasta di semola di grano duro: indicazione del Paese di coltivazione del grano duro e di molitura della semola.
- Derivati del pomodoro, sughi e salse a base di pomodoro: indicazione del Paese di coltivazione e di trasformazione del pomodoro.
- Latte e prodotti lattiero‑caseari: indicazione del Paese di mungitura e di condizionamento/trasformazione.
- Carni suine (macinate, separate meccanicamente, preparazioni di carni e prodotti a base di carne): indicazione del Paese di nascita, allevamento e macellazione degli animali.
Per queste filiere, le informazioni sull’origine della materia prima principale devono essere riportate in modo chiaro, secondo quanto stabilito dai singoli decreti settoriali richiamati dal provvedimento del 26 dicembre 2025.
Dove cercare l’origine quando si legge l’etichetta
L’indicazione di origine può comparire in punti diversi della confezione, di solito in retro etichetta o vicino all’elenco degli ingredienti.
Le diciture tipiche sono, per esempio: “Paese di coltivazione”, “Paese di mungitura”, “Paese di macellazione”, “Paese di trasformazione”, oppure formule come “Origine del latte: UE/non UE” o “Grano duro: origine Italia/UE/non UE”.
È utile distinguere tra:
- Origine dell’ingrediente primario (il grano nella pasta, il latte nel formaggio, il pomodoro nella passata).
- Luogo di trasformazione o confezionamento (dove il prodotto è stato lavorato e confezionato).
Un marchio italiano sull’etichetta non garantisce automaticamente che la materia prima sia italiana: è sempre necessario leggere tutta la formulazione sull’origine.
“Prodotto in Italia” e reale provenienza della materia prima
La normativa europea consente di indicare “prodotto in Italia” anche quando l’ingrediente primario non è italiano, purché le informazioni non siano ingannevoli; i decreti nazionali italiani, però, impongono per le filiere sopra citate l’indicazione dell’origine della materia prima sempre e comunque.
Grazie a questi obblighi, nelle confezioni di pasta, riso, latte, pomodoro e carni suine (macinate o trasformate) sono presenti informazioni aggiuntive sulla provenienza del grano, del latte, del pomodoro o delle materie prime di origine animale, che permettono di conoscere meglio la filiera del prodotto.
Checklist: 5 domande prima di mettere un prodotto nel carrello
Prima di acquistare pasta, riso, latte, pomodoro o prodotti a base di carne suina, può essere utile porsi queste domande:
- Ho letto l’origine della materia prima principale (grano, riso, latte, pomodoro, carne)?
- L’origine dichiarata corrisponde alle mie preferenze (italiana, UE, non UE)?
- Sto pagando di più solo per il marchio o anche per una reale garanzia di origine e tracciabilità?
- Esistono alternative locali o italiane comparabili per qualità e prezzo?
- Se ho dubbi, posso fotografare l’etichetta e chiedere spiegazioni allo sportello ADOC Umbria.
Questa breve checklist aiuta a trasformare l’etichetta da testo tecnico a strumento concreto di difesa del consumatore.
ADOC al fianco dei consumatori
La proroga degli obblighi di origine in etichetta va nella direzione di una maggiore trasparenza, ma le informazioni restano complesse per molti cittadini.
ADOC Umbria è a disposizione per supportare nella lettura delle etichette, verificare casi dubbi e segnalare eventuali pratiche scorrette alle autorità competenti, all’interno del sistema di controllo della sicurezza alimentare coordinato dal Ministero della Salute e dal MASAF.
Fonti:
Decreto 26 dicembre 2025 – Proroga dei regimi sperimentali dell’indicazione di origine da riportare nell’etichetta degli alimenti (GU Serie Generale n.34 del 11‑02‑2026)
https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2026/02/11/26A00584/SG
Analisi tecnica del decreto sui regimi sperimentali di origine in etichetta
https://normativaalimentare.it/news/regimi-sperimentali-sullindicazione-di-origine-in-etichetta-2
Finanziato nell’ambito del Programma della Regione UMBRIA con fondi MIMIT - DM 31/07/2024 e DD 14/02/2025
